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R4M
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Il mwbgrazzo R4M, soprannominato l'Uragano (mwbwTedesco: mwcaOrkan) a causa della sua caratteristica scia prodotta dopo essere stato lanciato, fu il primo razzo antiaereo di impiego pratico.
Sviluppato dalla mwcgLuftwaffe durante la mwcwSeconda guerra mondiale e usato brevemente prima della fine del conflitto. Dopo la guerra l'R4M fece da modello per molti dispositivi simili, usati da quasi tutti i caccia intercettori durante gli mwdaanni quaranta e mwdqcinquanta.
Contents
• Sviluppo
• Note
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Sviluppo
L'R4M venne sviluppato per risolvere il problema del peso crescente delle armi antibombardiere dispiegate dai caccia della Luftwaffe. La loro progettazione era iniziata con i mweqcannoncini mwegMG 151/20 mwewcalibro 20mwfa mm, che però richiedevano una media di 20 colpi per abbattere un mwfqBoeing B-17 Flying Fortress. I cannoni da 20mwfg mm furono sostituiti (o integrati) con i mwfwcannoni mwgaMK 108 da 30mwgq mm, che potevano abbattere un bombardiere con uno o tre colpi. Tuttavia l'MK 108 era più pesante e la munizione ingombrante rendeva difficile trasportare colpi a sufficienza per due o più "passaggi". Peggio ancora, la bassa mwggvelocità alla volata dell'MK 108 significava una gittata corta, costringendo i caccia a entrare nel raggio d'azione delle mitragliatrici avversarie per poter mettere a segno qualche colpo. Il più potente mwgwMK 103 aveva una velocità alla volata più alta e una gittata maggiore, al prezzo di peso e dimensioni molto più elevati.
La soluzione fu rimpiazzare il cannone con un piccolo razzo a propellente solido, montante una testata simile a quella della granata del cannone. Sebbene ogni razzo fosse più pesante della corrispondente granata sparata dal cannone, la mancanza d'un cannone ridusse considerevolmente il peso complessivo. La differenza di peso era così marcata che perfino razzi di maggiori dimensioni sarebbero stati più leggeri dei cannoni che sostituivano, oltretutto con prestazioni superiori.
La versione antiaerea dell'R4M usava una testata larga 55mwhg mm caricata con ben 520g di mwhwesogeno, garantendo quasi un abbattimento per ogni razzo andato a segno. Ogni R4M pesava 3,2mwia kg ed era provvisto di abbastanza carburante da poter essere lanciato da 1000 m, oltre il raggio dei cannoni difensivi dei bombardieri. Lo scheletro del razzo consisteva di un semplice tubo di acciaio con alettoni in coda per la stabilizzazione. Una batteria normalmente consisteva di due gruppi di 12 razzi e se tutti i 24 venivano lanciati contemporaneamente potevano coprire un'area tra i 15 e i 30 m a 1000 m di distanza, abbastanza fitta per essere certi di colpire il bersaglio. Gli R4M erano normalmente lanciati in quattro salve di sei missili a intervalli di 0,07 secondi da una distanza di 600 m. Erano disponibili due tipi di testata per l'R4M, la classica mwiqPB-3 con una carica di 0.4mwig kg per uso mwiwantiaereo e una carica dalla forma più larga, simile nella costruzione al mwjaPanzerschreck, il Panzerblitz II (PB-2), per uso mwjganticarro.
Operazioni
Solo un ridotto numero di aerei fu equipaggiato con l'R4M, soprattutto il mwkqMesserschmitt Me 262 e la versione per l'attacco al suolo dell'mwkgFw 190, che lo montava su una piccola rastrelliera in legno sotto le ali.
L'arma diede eccellenti risultati. L'asso francese mwlaPierre Clostermann annota nel suo libro mwlqLa Guerra nell'Aria ( Feux du ciel ), che, nel marzo 1945, gli equipaggi di sei Me 262 armati con R4M decollati dal centro di volo sperimentale di Oberammergau guidati dal generale mwlgGordon Gollob della Luftwaffe affermarono di avere abbattuto quattordici B-17 in una missione. Nell'aprile 1945, i piloti di Me 262 equipaggiati con R4M sostennero di avere abbattuto trenta B-17 con la perdita di tre aerei. La Luftwaffe notò che i razzi R4M avevano una traiettoria in volo simile a quella dei proiettili del mwlwcannone MK 108 da 30mwma mm, quindi poteva essere usato con efficacia il collimatore a riflessione Revi 16mwmqB standard. Dopo la guerra l'R4M fece da modello sia per lo mwmgstatunitense mwmwFFAR (Fin-Folding Aerial Rocket) da 70mwnq mm che per il più largo mwngZuni da 127mwoa mm. (Nella missione citata da Clostermann i ME 262 erano dotati di collimatore giroscopico EZ 42...)
Note
Bibliografia
• citerefnowarra-1993(DE) Heinz J. Nowarra, Die Deutsche Luftrüstung 1933-1945, Band 4, Koblenz, Bernard & Graeffe Verlag, 1993, ISBN 3-7637-5468-7.
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su R4M
Collegamenti esterni
• mwqw(EN) R4M Air-to-air missile, su Me 262: Stormbirds at War, http://www.stormbirds.net. URL consultato l'8 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2012).
• mwrq(DE) Bert Hartmann, Rheinmetall-Borig R 4/M, su LuftArchiv.de, http://www.luftarchiv.de, 9 dicembre 2006. URL consultato l'8 novembre 2009.